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INFOS DES TAGES (SONNTAG, 5. APRIL 2026 – Ostersonntag)

05.04.2026 | Aktuelles

INFOS DES TAGES (SONNTAG, 5. APRIL 2026 

ORF/ Erlebnis Bühne: OSTERSONNTAG: DIE WIENER SYMPHONIKER MIT EINEM MUSIKALISCHEN GRUSS AUS TRIEST! 20.15 Uhr

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Petr Popelka. Foto: Werner Kmetitsch

WIEN GRÜSST TRIEST 2026
Musikalische Leitung Petr Popelka
Solisten KS Krassimira Stoyanova &
Francesco Meli
Wiener Symphoniker
Politeama Rossetti 2026
Primavera da Vienna – das Osterfestival der
Wiener Symphoniker geht in die zweite
Runde und schickt auch heuer am
Ostersonntag musikalische Frühlingsgrüße
aus Triest nach Wien!
Auch im Programm spiegeln sich die engen Verbindungen zwischen Italien und Österreich wider – ganz speziell in der herzlichen Freundschaft, die den italienischen Starkomponisten Giacomo Puccini mit dem nicht minder berühmten alt-österreichischen Kollegen Franz Lehár verbunden hat!
Mit der bulgarischen Sopranistin KS Krassimira Stoyanova und dem italienischen Tenorstar Francesco Meli bringt Chefdirigent Petr Popelka eine Reise durch die Welt der Oper und der Operette, der Arien, Duette und Walzer aus dem azurblauen historischen Teatro Rossetti, in dem einst Lehár selbst seine „Lustige Witwe“ dirigiert hat, in Ihr Wohnzimmer – Frohe Ostern & Buona Pasqua!

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Rondo-Newsletter 7/2026: Münchner Biennale: Einander zuhören
Das Festival für Neues Musiktheater sucht unter neuer Leitung nach frischen Impulsen für das Musiktheater der Gegenwart.

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Einlassen auf andere Sichtweisen: Die Münchner Biennale sucht den Austausch – auch mit dem Publikum | © Smailovic

RONDO / Münchner Biennale – Einander zuhören
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ROM: DALL’ALLEGORIA BAROCCA AL TALENT SHOW DELL’ERA SOCIAL: STORICO DEBUTTO AL COSTANZI PER IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO DI HAENDEL

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Copyrigt: Fabrizio Sansoni

Dal 7 al 14 aprile 2026 in prima italiana lo spettacolo firmato da Robert Carsen

con Gianluca Capuano sul podio

«La nostra produzione cercherà di esaminare cosa significhi, in un mondo guidato dal consumismo e ossessionato dalla giovinezza e dalla bellezza, che ci incoraggia costantemente a nutrire il nostro appetito di vanità, interesse personale e piacere, cercare di trovare il tempo per sviluppare l’illuminazione che può portare alla realizzazione spirituale e alla verità.» Robert Carsen racconta con queste parole la sua visione registica de Il trionfo del Tempo e del Disinganno. Il capolavoro allegorico della giovinezza di Georg Friedrich Händel arriva per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma. L’oratorio in due parti, nella sua prima versione composta proprio a Roma nel 1707 su libretto del cardinale Benedetto Pamphilj, è proposto in forma scenica al Costanzi dal 7 al 14 aprile 2026, con la direzione musicale di Gianluca Capuano. «È proprio la combinazione di una lucida guida morale e di un intenso sviluppo psicologico –prosegue Carsen– a rendere Il trionfo del Tempo e del Disinganno una delle opere più potenti di Händel e una sfida avvincente da mettere in scena.» La parabola morale che oppone Bellezza, Piacere, Tempo e Disinganno è riletta nel linguaggio del talent show dell’era digitale: Carsen confronta l’opulenza e la vanità del secolo barocco con la società dei mass-media di oggi. Due realtà in fondo non troppo distanti, in cui il peso dell’identità si gioca tutto sul giudizio pubblico. La metafora della visibilità a tutti i costi è rappresentata dalla presenza di grandi schermi video, emblema di un successo effimero da cui deve guardarsi Bellezza. La dispersione dell’io nell’immagine patinata è offerta dalla seduzione dello showbiz incarnato da Piacere, mentre Tempo e Disinganno si fanno custodi di una coscienza ancora vigile, capace di coglierne l’illusione.

«Amo ripetere che Händel è lo Shakespeare della musica poiché sa attingere musicalmente a inesplorate profondità psicologiche. Lo scavo nel carattere dei personaggi, e le allegorie del Trionfo non fanno eccezione, derivano essenzialmente dall’adesione alla parola, che è la grande innovazione della seconda pratica monteverdiana, di cui Händel è erede prediletto. A questo si aggiunge la rimarchevole abilità nell’uso della retorica, studiata fin dalla tenera età, in musica. La cifra delle mie interpretazioni è improntata a una valorizzazione e a una presa di coscienza dell’elemento retorico in musica.» Così Gianluca Capuano parla dell’opera che nel 2021 aveva guidato sul podio di Salisburgo nello spettacolo firmato da Carsen, il progetto arriva ora per la prima volta in Italia, in collaborazione col festival salisburghese, nuovamente affidato alla bacchetta di Capuano. Il direttore milanese, da anni alla guida di Les Musiciens du Prince –Monaco, ensemble creato da Cecilia Bartoli– torna a lavorare con Carsen, con cui aveva condiviso il debutto a Roma nel 2019 con Orfeo ed Euridice, il capolavoro di Christoph Willibald Gluck. 

Robert Carsen, regista di riferimento nel panorama internazionale, ha firmato con successo diversi altri titoli per l’Opera di Roma: Idomeneo, re di Creta (2018/19), Evgenij Onegin (2019/20) e la prima mondiale di Julius Caesar di Giorgio Battistelli (2021/22). Accanto a lui, per il capolavoro composto da Händel a soli 22 anni, il drammaturgo Ian Burton, lo scenografo e costumista Gideon Davey, il light designer Peter van Praet (che firma le luci insieme allo stesso Carsen), la coreografa Rebecca Howell e i videoartisti di RocaFilm. 

Il cast riunisce voci di primo piano nel panorama barocco. Johanna Wallroth, soprano svedese al suo debutto al Costanzi, è Bellezza, personaggio cardine dell’oratorio. Ha fatto parte dell’Opernstudio della Wiener Staatsoper e calcato palcoscenici come l’Opernhaus Zürich e il Glyndebourne Festival Opera, oltre a sale da concerto quali la Berliner Philharmonie, il Musikverein di Vienna e la Philharmonie de Paris. Anna Bonitatibus veste i panni di Piacere. Vincitrice nel 2015 dell’International Opera Awards nella categoria CD (Operatic Recital) per Semiramide – La Signora Regale, è tra le più apprezzate interpreti italiane di Händel. Il controtenore Raffaele Pe, specialista del repertorio händeliano, è Disinganno. Pe torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato il Giulio Cesare di Händel nel 2023 con la regia di Damiano Michieletto. Ha inoltre fondato l’ensemble La Lira di Orfeo, con cui porta avanti un lavoro di ricerca filologica e di riscoperta del repertorio antico. Ed Lyon, tenore britannico, interpreta Tempo. Formatosi al St John’s College di Cambridge, alla Royal Academy of Music e alla National Opera Studio, ha collaborato con ensemble come Les Arts Florissants e Orchestra of the Age of Enlightenment, diretto da maestri quali William Christie, Emmanuelle Haïm e René Jacobs.

Il trionfo del Tempo e del Disinganno narra il conflitto interiore di Bellezza, divisa fra le lusinghe di Piacere e la guida di Tempo e Disinganno. Carsen trasforma l’allegoria barocca in un’esperienza scenica moderna, in cui luci, gesti e simboli creano un ponte tra il Settecento romano e le domande del presente: il piacere fugace e transitorio contrapposto alla verità e alla consapevolezza.

Prima rappresentazione: martedì 7 aprile 2026, ore 20:00 anche in diretta su Radio3
Repliche: giovedì 9 aprile ore 20:00; sabato 11 aprile ore 18:00; domenica 12 aprile ore 16:30; martedì 14 aprile ore 20:00

Info: www.operaroma.it
Biglietti: https://www.operaroma.it/spettacoli/il-trionfo-del-tempo-e-del-disinganno/ e al Botteghino dell’Opera di Roma

Foto: https://drive.google.com/drive/folders/1cSnOstqsRgHO7m-J-XMAofVdNCtecyMf
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Wien/ Ehrbar-Saal: April, April,

er macht, was er will…
und ich? Ich auch.

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Copyright: Ehrbar-Saal

Unter der Woche bin ich still. Ich halte inne, atme durch, werde langsam wach aus meinem Schlummer. 
Ganz leise bereite ich mich vor – auf etwas Großes, etwas Schönes, das in mir entstehen will.

Werfen Sie doch einen Blick auf mein Programm, sehen Sie es?
Am Wochenende erwache ich ganz – dann habe ich viel für Sie bereit, im Kleinen wie im Großen,

Am Freitag, den 10. April, erfüllen mich die Klangwelten des Films: Das Freie Kunst Ensemble lässt die Musik von Hans Zimmer erklingen.
Wer es noch größer, opulenter mag: Das Kammerorchester Lyra Wien am 11. April.

Und am Sonntag…
da regt sich schon früh etwas in mir. Mit einem tiefen, ausgiebigen Seufzer erwacht der EhrBÄR, rüttelt mich – und mit mir alle Anwesenden – mit seinem freundlichen Gebrüll wach. Keine Sorge, er ist ein sanfter Geselle. Er möchte Ihnen nur vom Frühling erzählen. Und glauben Sie mir: Das ist eine Geschichte für Groß und Klein.

Doch damit nicht genug.
Am Nachmittag werde ich bunt, lebendig – beinahe verträumt. CELLO EXPANSION 2026 zieht bei mir ein, mit Hammerflügel, Barockvioline und Barockcello. Es ist ein Aufbruch in die Romantik, ein Spiel aus Nähe und Distanz, aus Anziehung und Entziehung. Der atmosphärische Transfer von Johann Wolfgang von Goethes Wahlverwandtschaften in das Musikalisch wird deutlich spürbar – getragen von den Klängen von Joseph Haydn, Helene Liebmann, Wolfgang Amadeus Mozart und Johann Nepomuk Hummel.
 
Und auch mein Kleiner Saal bleibt nicht still: Zwei Konzerte, liebevoll gestaltet von Professorin Tamara Atschba im Rahmen ihres Ostermeisterkurses, lassen gleich zwei meiner Flügel erklingen.

April, April –

er macht, was er will…
Sie machen, was Sie wollen…

Vielleicht… führt Ihr Weg ja dieses Woche zu mir?

Herzlich, Ihr
Ehrbar Saal

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Wien: Am 8. April erscheint der immerwährende Kalender Floridsdorf in leiwanden Grafiken im Ananas Kunstverlag.

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Wie sieht ein Floridsdorfer Frühstück aus? Was sind die teuersten Ringe im 21. Bezirk? Und warum ist die Donauinsel eigentlich so kultig? Diese und andere Fragen haben sich Clemens Ettenauer und Steveland Rosskastanie – bei Toast Hawaii und Cordon Bleu – gestellt und für ihren neuen Kalender „Floridsdorf in leiwanden Grafiken“ grafisch aufbereitet. Herausgekommen sind dabei 11 Torten- und 1 Balkendiagramm – immer dabei: eine Portion Wiener Schmäh!
Es ist der 5. Kalender aus der Reihe „Wiener Bezirke in leiwanden Grafiken“. Zuvor sind bereits Döbling, OttakringFavoriten und Hernals erschienen.

Bibliografie:
C. Ettenauer, S. Rosskastanie: Floridsdorf in leiwanden Grafiken
Immerwährender Wandkalender
13 Blätter, Din A4 (21 × 29,7 cm)
EUR 19,90
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NEUE CD VON „SONY“. Jonas Kaufmann: „Magische Töne“

Das neue Album „Magische Töne“ von Jonas Kaufmann enthält einige der schönsten Operetten- und Opernmelodien. Neben Evergreens von Emmerich Kalmán, Franz Lehár und Paul Abraham ist auch eine der beliebtesten Arien des Tenor-Repertoires zu hören, das titelgebende Magische Töne aus der Oper „Die Königin von Saba“ von Karl Goldmark.

Nach Wien jetzt Budapest: Mit dem Orchester der Ungarischen Staatsoper, geleitet von Dirk Kaftan, hat Jonas Kaufmann dort sein neues Album aufgenommen. Im Zentrum stehen Höhepunkte von Komponisten aus der Ära der Österreichisch-Ungarischen Doppelmonarchie (1867 bis 1918). Es ist ein unglaublicher musikalischer Reichtum, den diese Epoche hervorgebracht hat, meint Jonas Kaufmann! „Rückwirkend können wir froh sein, dass diese Werke zum überwiegenden Teil in Wien uraufgeführt wurden und in deutscher Sprache verfasst wurden!

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Emmerich Kalman: Komm Zigany, Ich bitte, nicht lachen…Komm mit nach Varasdin! & Grüß mir mein Wien aus Gräfin Mariza; Holdes, berauschendes Bild … Liebe singt ihr Zauberlied aus Kaiserin Josephine; Tanzen möcht’ ich…Tausend kleine Engel singen aus Die Csardasfürstin; So verliebt kann ein Ungar nur sein aus Der Teufelsreiter
+Franz Lehar: Es steht ein Soldat am Wolgastrand aus Der Zarewitsch; O Mädchen, mein Mädchen aus Friederike; Ich trete ins Zimmer…immer nur lächeln & WEr hat die Liebe uns ins Herz gesenkt aus Das Land des Lächelns; Schön wie die blaue Sommernacht aus Giuditta
+Paul Abraham: Ein Paradies am Meeresstrand & Will dir die Welt zu Füßen legen aus Die Blume von Hawaii; Pardon Madame & Nur ein Mädel gibt es auf der Welt aus Viktoria und ihr Husar; Sing-Sing aus Julia; Der schönste Gedanke aus Zigeuner der Nacht
+Ferenc Erkel: Mint szamuzött ki vandorol – Hazam, hazam aus Bank ban
+Fred Raymond: Die Juliska, die Juliska aus Buda-, Budapest aus Maske in Blau
+Nico Dostal: Frag nur dein Herz, was Liebe ist aus Die ungarische Hochzeit
+Jenö Huszka: Londonban hej! aus Bob herceg
+Karl Goldmark: Magische Töne, berauschender Duft aus Die Königin von Saba op. 27

 

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